CORRETTEZZA E UNITA’ DEL MONDO VENATORIO, LE RICETTE PER SUPERARE LE DIFFICOLTA’ DELLA CACCIA IN UMBRIA
(ENALCACCIA auspica una nuova unità del Mondo Venatorio e denuncia alcune scorrettezze nella caccia al cinghiale)
Dopo la “preapertura” della caccia nella nostra regione, è difficile trovare tra i cacciatori espressioni di soddisfazione e di condivisione del calendario e delle scelte regionali.
E’ comprensibile che da parte dei cacciatori vi sia risentimento verso tutti i soggetti interessati e partecipi delle decisioni, anche perché purtroppo, le giuste informazioni faticano e circolare raggiungere tutti gli appassionati dell’ars venandi
Per questo, visto che molte voci si sono sentite all’immediata vigilia e all’indomani della prima giornata, ENALCACCIA ritiene giusto chiarire ulteriormente le proprie posizioni:
La querelle che puntualmente ogni anno vede lo spettacolo indecoroso di dieci, cento, mille proposte per la stesura del calendario venatorio, senza mai addivenire ad una posizione unitaria, dando così modo alla Regione di legiferare come meglio crede, deve essere assolutamente superata! Oggi qualche alto dirigente di Associazione Venatoria auspica che si giunga ad una Legge Regionale che approvi una volta per tutte il calendario venatorio: Ben venga la Legge Regionale, anche se questo dirigente non ricorda che ai tempi dell’U.N.A.V.I., l’Umbria si era già data un calendario venatorio per Legge Regionale, un calendario che raccoglieva il consenso della stragrande maggioranza dei cacciatori. Non sono certo imputabile ad ENALCACCIA le scelte di questi ultimi anni.
ENALCACCIA in questi ultimi anni ha sempre sostenuto la necessità di aperture uniche, alla prima data possibile, a tutte le specie possibili – migratorie e stanziali – unico modo di suddividere la pressione venatoria, a tutto vantaggio delle specie migratorie (quaglia, tortora, colombaccio, ecc..) non reintegrabili con opere di ripopolamento, a differenza delle specie stanziali.
In questi ultimi anni da parte di alcune Associazioni Venatorie e da parte delle Istituzioni si è sempre insistito su “calendari omogenei” tra regioni limitrofe, come se questo fosse la panacea di tutti i mali della caccia: ENALCACCIA pensa che ogni regione ha le sue peculiarità, tant’è che la Legge 157/92 assegna a quest’ultime il compito di approvare i calendari venatori. Secondo noi, in primis il calendario venatorio deve andare incontro alle esigenze dei cacciatori della regione e non essere usato come “strumento” per aprire frontiere ad una minoranza di cacciatori che vuole cacciare fuori dalla propria regione: come visto anche quest’anno, lo strumento del calendario omogeneo non risolve il problema e finisce per arrecare tanti disagi ai cacciatori umbri. Ma la cosa più importante, è che a forza di recitare slogan su calendari omogenei, finiamo per perdere di vista il vero strumento per consentire la caccia alla selvaggina stanziale su tutto il territorio nazionale, ossia, la modifica della Legge 157/92, con la previsione di un pacchetto di giornate per la selvaggina migratoria in tutt’Italia .
Da parte del Dirigente di Associazione Venatoria di cui sopra, si lamentava il fatto che la regione avesse ascoltato più i Club o Circoli di cacciatori piuttosto che le Associazioni Venatorie: ENALCACCIA ritiene che la nascita di Club o Circoli possa essere un sintomo della incapacità ( o mancanza di volontà) delle Associazioni ad ascoltare la voce della base. Per questo Enalcaccia cerca di dialogare e ascoltare tutti sfuggendo da ogni tentativo di “autoreferenzialità” convinti che ogni contributo può essere utile alla causa, se scevro da posizioni particolari che possano sconfinare in un deprecabile “settarismo”.
ENALCACCIA non pensa che la causa di un calendario venatorio così impopolare, dipenda dalle pressioni di questo o quel Club, quanto dalla volontà assoluta della Regione di prendere per “oro colato” qualsiasi parere esprima l’ISPRA.
A tal proposito, ENALCACCIA ritiene come priorità assoluta, la necessità di un potenziamento dell’Osservatorio Regionale tale, da metterlo in grado di fornire ogni supporto tecnico-scentifico al Governo Regionale con pareri più legati al territorio della regione, piuttosto che a linee guida o interpretazioni sempre a senso unico da parte dell’ISPRA.
A tal proposito, ENALCACCIA vuole augurarsi che prima della stagione migratoria, venga rivista quell’assurda disposizione dello zero termico per la caccia alla beccaccia nei due giorni precedenti la battuta.
Per ultimo, in merito alla caccia al cinghiale, ENALCACCIA è ben a conoscenza di alcune difficoltà nell’anticipo dell’apertura, ma è convinta che occorra uno sforzo comune da parte di tutti i cacciatori, sempre nell’ottica della suddivisione della pressione venatoria e dell’auspicato crescente senso etico oltre al rispetto per la categoria degli agricoltori che mal comprendono come il cinghiale sia abbattuto tutto l‘anno a caccia chiusa e non a stagione venatoria aperta.
Il cinghiale deve essere patrimonio della caccia e di tutti i cacciatori con qualche privilegio per i soggetti che tutto l’anno si adoperano correttamente per la prevenzione e contenimento dei danni.
A tal proposito giungono molteplici segnalazioni a questa Presidenza di “gestioni clientelari, pressioni e discriminazioni” per ciò che riguarda l’individuazione e l’assegnazione dei territori da gestire e dove consentire la caccia alle squadre di cinghiale. Della cosa abbiamo informato la Presidenza della Provincia, riservandoci ogni ulteriore iniziativa nei confronti di chi dovesse credere di fare interessi propri o della propria associazione approfittando di proprie posizioni istituzionali.
Infine, ENALCACCIA auspica che l’Associazionismo Venatorio tutto, ritrovi una voce comune perché non possono esistere in Umbria e in Italia, una, due, dieci cacce: la caccia è una, piena di problemi, piena di tanti nemici che solo con una convinta unità riusciremo, così come in passato, a sconfiggere.
Ufficio Stampa
Enalcaccia Perugia